QUIZ RANDOM 15 RANDOM LIVELLO 2 1 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 2 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 3 / 15 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 4 / 15 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 5 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 6 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 8 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 9 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 10 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No, Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 11 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 13 / 15 L'ascensore di soccorso è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 14 / 15 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 15 / 15 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% TUTTE LE DOMANDE LIVELLO 2 1 / 294 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 2 / 294 Le classi di reazione al fuoco Sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio Sono determinate dal progettista antincendio Sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione 3 / 294 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 4 / 294 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 5 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 6 / 294 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività Si, No, e sufficiente che il datore di lavoro identifichi le vie di esodo con idonea segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che il datore di lavoro indichi le vie di esodo nelle planimetrie apposte nell'attività 7 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 8 / 294 Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 9 / 294 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 10 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza Si, e si attua, ad esempio, mediante l'ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l'incendio No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e controllare o arrestare gli impianti dell'attività No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 11 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 12 / 294 Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti Si, devono essere facilmente identificabili ed apribili da parte di tutti gli occupanti e l'apertura delle porte non deve ostacolare il deflusso degli occupanti lungo le vie d'esodo No, è sufficiente che siano solo identificabili No, è sufficiente che siano apribili da parte di tutti gli occupanti 13 / 294 Le schiume sono agenti estinguenti costituiti da una miscela di acqua, liquido schiumogeno e aria (o altro gas inerte) costituiti da sostanze liquide che vengono sversate direttamente sul materiale in combustione Costituiti da sostanze liquide che quando vengono utilizzate si trasformano in gas inerti 14 / 294 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, …). deve essere selezionata dai Vigili del Fuoco È selezionata dal Datore di Lavoro sulla base della propria esperienza 15 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio 16 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 17 / 294 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 18 / 294 In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a la metà di quella della struttura attraversata il doppio di quella della struttura attraversata uguale a quella della struttura attraversata 19 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 20 / 294 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 21 / 294 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 22 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "idrante" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 23 / 294 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 24 / 294 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 25 / 294 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 26 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 27 / 294 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 28 / 294 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 29 / 294 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 30 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di prescrizione intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 31 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 32 / 294 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 33 / 294 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 34 / 294 La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio deve essere adeguatamente segnalata su entrambi i lati e oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione non deve essere segnalata né oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione deve essere sempre colorata di "rosso" 35 / 294 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 36 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 37 / 294 Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 38 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 39 / 294 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai 40 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro temporaneo" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 41 / 294 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 42 / 294 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 43 / 294 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 44 / 294 Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa della riduzione del tasso di azoto nell'aria della riduzione del tasso di ossigeno nell'aria della presenza di idrogeno nell'aria. 45 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 46 / 294 La pulizia dei luoghi ed il mantenimento dell'ordine sono Misure preventive, in quanto concorrono alla riduzione della probabilità di innesco di incendi e alla velocità di crescita dei focolari Misure protettive, in quanto concorrono alla riduzione dei possibili danni conseguenti l'incendio Misure gestionali che non concorrono alla riduzione dei rischi di incendio 47 / 294 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 48 / 294 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 49 / 294 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 50 / 294 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 51 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 52 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 53 / 294 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 54 / 294 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 55 / 294 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 56 / 294 Il controllo e la manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (es: impianti elettrici, adduzione gas, impianti termici, ecc) rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio Il controllo e la manutenzione non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 57 / 294 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 58 / 294 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 59 / 294 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 60 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "naspo" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 61 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 62 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 63 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala l'esposizione ad un rischio elettrico E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente 64 / 294 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 65 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 66 / 294 Che cosa si intende per fattore δocc nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato 67 / 294 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 68 / 294 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 69 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per gli le mani E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di usare i guanti protettivi E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di guanti protettivi 70 / 294 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C 71 / 294 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego 72 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie 73 / 294 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego 74 / 294 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 75 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 76 / 294 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) 77 / 294 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, eccc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 78 / 294 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 79 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 80 / 294 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 81 / 294 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 82 / 294 La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura Si, No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento Si, ma solo su apparecchiature sotto tensione 83 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell'autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e operare contro l'incendio No, l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 84 / 294 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 85 / 294 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 86 / 294 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 87 / 294 La misura antincendio "reazione al fuoco" È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell'incendio, con l'obiettivo di limitare la propagazione dell'incendio È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. 88 / 294 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 89 / 294 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 90 / 294 Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per: raffreddamento soffocamento inibizione chimica 91 / 294 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 92 / 294 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 93 / 294 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili) Si, No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 94 / 294 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (δocc) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), Solo dalla velocità di crescita dell'incendio (δα), Solo dalle caratteristiche degli occupanti (δocc) 95 / 294 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 96 / 294 L'ascensore di soccorso è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 97 / 294 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) 98 / 294 Il "limite inferiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 99 / 294 Con il termine "rischio di incendio" intendiamo la probabilità che l'evento incendio si verifichi (frequenza) e l'entità dei danni sulle persone e i beni presenti negli ambienti considerati conseguenti al verificarsi dell'evento (magnitudo) La proprietà o la qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure metodologie e pratiche del lavoro o di utilizzo di un ambiente", "potenzialmente capaci di causare un incendio" Nessuna delle definizioni riportate negli altri punti 100 / 294 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 101 / 294 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità, grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 102 / 294 Le misure di protezione passiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 103 / 294 Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità 104 / 294 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 105 / 294 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 106 / 294 Il "limite superiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 107 / 294 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 108 / 294 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco No, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi Si, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi No, le misure finalizzate all'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non si progettano con l'applicazione del "Codice" ma concordandole con il locale Comando VVF 109 / 294 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 110 / 294 In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità aumenta con l'aumentare della temperatura di infiammabilità Non varia al variare della temperature di infiammabilità 111 / 294 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo: Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità: spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro No, il progettista può decidere di organizzare l'esodo mediante squadre appositamente dedicate alle persone che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali No, solo se prescritte dai vigili del fuoco 112 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 113 / 294 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici, 114 / 294 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 115 / 294 Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio Si, No, sono generalmente molto efficaci su incendi di liquidi e gas infiammabili o, non essendo conduttrici, incendi che coinvolgono apparecchiature ed impianti elettrici sotto tensione No, sono generalmente molto efficaci solo su incendi di materiali organici 116 / 294 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 117 / 294 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 118 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono Segnali per le attrezzature antincendio Segnali di divieto segnali di salvataggio 119 / 294 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 120 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 121 / 294 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 122 / 294 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REIEI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 123 / 294 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 124 / 294 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma 125 / 294 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 126 / 294 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 ( = 50 mm) o naspi DN 30 ( = 30 mm) idranti a muro di DN 45 ( = 45 mm) o naspi di DN 25 ( = 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45 ( = 45 mm) 127 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si, No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 128 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di divieto, che segnala il divieto di usare fiamme libere E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare fiamme libere E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare fiamme libere 129 / 294 La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone Rappresenta la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, riferita al tempo t in secondi impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW È la velocità di combustione del materiale mc [kgs] La velocità di crescita dell'incendio non è un fattore importante per la valutazione del rischio al quale sono esposte le persone 130 / 294 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 131 / 294 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esisitono 132 / 294 La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio 133 / 294 La misura "Controllo dell'incendio" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per fronteggiare gli eventuali incendi creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio attivare le misure protettive e gestionali presenti presso l'attività lavorativa 134 / 294 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 135 / 294 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 136 / 294 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 137 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala un pericolo generico E' un cartello di prescrizione, che prescrive un pericolo generico E' un cartello di divieto, che segnala un divieto generico 138 / 294 Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione Si, sempre con idonea illuminazione "segnapasso" dei gradini No, mai No, solo nei luoghi con affollamento superiore a 1000 persone 139 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 140 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 141 / 294 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 142 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 143 / 294 Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti Si, devono essere dotate di dispositivi di apertura a semplice spinta secondo specifiche normative, al fine di consentire l'affidabile, immediata e semplice apertura delle porte No, è sufficiente che siano solo identificabili con specifica segnaletica No, è sufficiente che siano dotate di una maniglia funzionante 144 / 294 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono dare l'allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti dare l'allarme in qualunque modo per avvisare tutti dare l'allarme al Datore di Lavoro che deciderà cosa fare 145 / 294 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto 146 / 294 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti 147 / 294 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 148 / 294 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 149 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 150 / 294 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone 151 / 294 Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 152 / 294 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 153 / 294 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 154 / 294 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 155 / 294 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio", che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 156 / 294 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 157 / 294 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 ( = 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 158 / 294 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 159 / 294 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in "estintori portatili" ed "estintori carrellati" No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, ma solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili 160 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 161 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 162 / 294 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 163 / 294 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia 164 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 165 / 294 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 166 / 294 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 167 / 294 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio No, se nell'attività è presente la rete idranti non è necessario installare anche gli estintori No, se nell'attività è presente un sistema sprinkler non è necessario installare anche gli estintori 168 / 294 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 169 / 294 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 170 / 294 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 171 / 294 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 172 / 294 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 173 / 294 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 174 / 294 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituiti dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 175 / 294 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio 176 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 177 / 294 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio è garantito da una buona progettazione e una corretta installazione Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio No, il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio non rientrano fra le attività di gestione della sicurezza antincendio 178 / 294 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 179 / 294 Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 180 / 294 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 181 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività: E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 182 / 294 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 183 / 294 Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria – combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 184 / 294 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone 185 / 294 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 186 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 187 / 294 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 188 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 189 / 294 La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di attivare le misure protettive (es. impianti automatici estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, …); attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, …) progettate e programmate in relazione all'incendio rivelato ed all'ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all'intera attività sorvegliata Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti 190 / 294 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 191 / 294 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 192 / 294 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque perso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque perso, anche superiore a 20 kg 193 / 294 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 194 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No, Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 195 / 294 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione No, mai No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi Si 196 / 294 Le misure di protezione sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 197 / 294 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, …) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 198 / 294 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 199 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 200 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 201 / 294 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 202 / 294 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 203 / 294 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 204 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo Un qualunque percorso, a prescindere dalla geometria, che adduce dall'interno dell'edificio all'esterno Un percorso a prova di fumo rispetto al compartimento servito, che adduce dall'interno all'esterno Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 205 / 294 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 206 / 294 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 207 / 294 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 208 / 294 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 209 / 294 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chmica 210 / 294 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno 211 / 294 Con il termine "segnaletica di sicurezza" intendiamo una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 212 / 294 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti la protezione nei confronti di un principio di incendio la protezione manuale o automatica, finalizzata all'inibizione o al controllo dell'incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio 213 / 294 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 214 / 294 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 215 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 216 / 294 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio 217 / 294 La severità dell'incendio dipende Dalla quantità e dalla tipologia dei materiali combustibili e dalla loro distribuzione Dalle caratteristiche di ventilazione e dalla geometria degli ambienti interessati dall'incendio Da tutti i fattori elencati negli altri due punti 218 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 219 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all'interno del locale a causa del progressivo diminuire dell'apporto termico del materiale residuo È caratterizzata dall'abbattimento delle temperature a seguito dell'azione estinguente dell'acqua è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 220 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 221 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 222 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 223 / 294 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 224 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 225 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l' "esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 226 / 294 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali 227 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperutre ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) 228 / 294 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 229 / 294 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 230 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l'incarico di addetti antincendio No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000 231 / 294 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio svolgono un ruolo fondamentale assicurando e sovraintendendo il corretto svolgimento delle procedure di evacuazione Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché le procedure di evacuazione sono già a conoscenza di tutti i lavoratori Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché il loro compito è solo chiamare i soccorsi esterni e tentare di spegnere l'incendio 232 / 294 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 233 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 234 / 294 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti 235 / 294 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti 236 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 237 / 294 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 238 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano 239 / 294 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 240 / 294 Un impianto automatico a diluvio serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 241 / 294 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall'ostruzione accidentale durante l'esercizio dell'attività Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell'attività No, perché in caso di emergenza l'ostruzione può essere sempre eliminata No, perché la realizzazione delle aperture di smaltimento dei fumi e calore di emergenza sono una misura consigliata ma non necessaria ai fini della sicurezza antincendio di un'attività 242 / 294 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 243 / 294 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto 244 / 294 I combustibili gassosi possono essere conservati: in due modalità diverse (compressi o liquefatti) a seconda delle loro caratteristiche fisiche ed in particolare della temperatura critica in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica Solo liquefatti 245 / 294 La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di: agevolare l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività agevolare l'efficace azione delle "addetti alla gestione dell'emergenza" aziendali in tutte le attività Agevolare l'efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività 246 / 294 Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi: Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F Si, in tre classi: A, B e C No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5 247 / 294 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% 248 / 294 I combustibili gassosi sono: quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni alta pressione e di alta temperatura (almeno pressione di 10 bar e temperatura di circa 100°C). I combustibili che, a seguito della reazione di combustione, si trasformano in sostanze gassose quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione atmosferica e temperatura di circa 15°C). 249 / 294 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio 250 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili 251 / 294 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) Si No, solo attraverso sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) No, solo attraverso specifici sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 252 / 294 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 253 / 294 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI …) consente di limitare la propagazione dell'incendio 254 / 294 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro 255 / 294 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza Si No, solo gestione della sicurezza antincendio in esercizio No, solo gestione della sicurezza antincendio in emergenza 256 / 294 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 257 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono Segnali di salvataggio Segnali di prescrizione segnali di divieto 258 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio clamo 259 / 294 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 260 / 294 La Resistenza al fuoco rappresenta la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). 261 / 294 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 262 / 294 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 263 / 294 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 264 / 294 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 265 / 294 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si, No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 266 / 294 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 267 / 294 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 268 / 294 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione 269 / 294 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 270 / 294 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività, separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 271 / 294 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 272 / 294 La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione di sole misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) di sole misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …), di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) 273 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di un "estintore" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di estintori sull'incendio 274 / 294 Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015) No, mai Si, a condizione che l'attività non preveda la presenza di occupanti, ad esclusione di quella occasionale e di breve durata di personale addetto Si, sempre 275 / 294 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 276 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri No, le lunghezze devono essere limitate solo in presenza di elevati affollamenti No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 277 / 294 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 278 / 294 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente 279 / 294 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti 280 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 281 / 294 La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, … ) è intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in secondi, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in ore, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco 282 / 294 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 283 / 294 La reazione al fuoco rappresenta il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, …) e non strutturali (es. porte, divisori, …). 284 / 294 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 ( = 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri 285 / 294 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere …) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 286 / 294 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 287 / 294 Con "carico di incendio" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 288 / 294 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 289 / 294 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 290 / 294 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio 291 / 294 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 292 / 294 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 293 / 294 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 294 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% Categoria: Livello 2 - per argomento TUTTE LE DOMANDE LIVELLO 2 1 / 294 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 2 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 3 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di un "estintore" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di estintori sull'incendio 4 / 294 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 5 / 294 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 6 / 294 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 7 / 294 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 8 / 294 Le misure di protezione sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 9 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili 10 / 294 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 11 / 294 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 12 / 294 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 13 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 14 / 294 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 15 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No, Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 16 / 294 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 17 / 294 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente 18 / 294 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 19 / 294 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 20 / 294 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 21 / 294 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 22 / 294 La severità dell'incendio dipende Dalla quantità e dalla tipologia dei materiali combustibili e dalla loro distribuzione Dalle caratteristiche di ventilazione e dalla geometria degli ambienti interessati dall'incendio Da tutti i fattori elencati negli altri due punti 23 / 294 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego 24 / 294 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 25 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 26 / 294 Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria – combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 27 / 294 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 28 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 29 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 30 / 294 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno 31 / 294 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 32 / 294 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 33 / 294 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 34 / 294 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 35 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "naspo" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 36 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 37 / 294 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti 38 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività: E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 39 / 294 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 40 / 294 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 41 / 294 Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti Si, devono essere facilmente identificabili ed apribili da parte di tutti gli occupanti e l'apertura delle porte non deve ostacolare il deflusso degli occupanti lungo le vie d'esodo No, è sufficiente che siano solo identificabili No, è sufficiente che siano apribili da parte di tutti gli occupanti 42 / 294 La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura Si, No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento Si, ma solo su apparecchiature sotto tensione 43 / 294 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 44 / 294 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 45 / 294 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti 46 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di divieto, che segnala il divieto di usare fiamme libere E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare fiamme libere E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare fiamme libere 47 / 294 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio 48 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala un pericolo generico E' un cartello di prescrizione, che prescrive un pericolo generico E' un cartello di divieto, che segnala un divieto generico 49 / 294 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chmica 50 / 294 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 51 / 294 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (δocc) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), Solo dalla velocità di crescita dell'incendio (δα), Solo dalle caratteristiche degli occupanti (δocc) 52 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperutre ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) 53 / 294 Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per: raffreddamento soffocamento inibizione chimica 54 / 294 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 55 / 294 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 56 / 294 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 57 / 294 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio No, se nell'attività è presente la rete idranti non è necessario installare anche gli estintori No, se nell'attività è presente un sistema sprinkler non è necessario installare anche gli estintori 58 / 294 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio è garantito da una buona progettazione e una corretta installazione Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio No, il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio non rientrano fra le attività di gestione della sicurezza antincendio 59 / 294 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione 60 / 294 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali 61 / 294 Con il termine "rischio di incendio" intendiamo la probabilità che l'evento incendio si verifichi (frequenza) e l'entità dei danni sulle persone e i beni presenti negli ambienti considerati conseguenti al verificarsi dell'evento (magnitudo) La proprietà o la qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure metodologie e pratiche del lavoro o di utilizzo di un ambiente", "potenzialmente capaci di causare un incendio" Nessuna delle definizioni riportate negli altri punti 62 / 294 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 63 / 294 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 64 / 294 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 65 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 66 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 67 / 294 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 68 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo Un qualunque percorso, a prescindere dalla geometria, che adduce dall'interno dell'edificio all'esterno Un percorso a prova di fumo rispetto al compartimento servito, che adduce dall'interno all'esterno Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 69 / 294 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 70 / 294 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 71 / 294 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 72 / 294 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 73 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per gli le mani E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di usare i guanti protettivi E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di guanti protettivi 74 / 294 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio svolgono un ruolo fondamentale assicurando e sovraintendendo il corretto svolgimento delle procedure di evacuazione Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché le procedure di evacuazione sono già a conoscenza di tutti i lavoratori Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché il loro compito è solo chiamare i soccorsi esterni e tentare di spegnere l'incendio 75 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 76 / 294 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 77 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l'incarico di addetti antincendio No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000 78 / 294 La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio 79 / 294 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 80 / 294 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti 81 / 294 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 82 / 294 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio 83 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 84 / 294 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 85 / 294 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 ( = 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 86 / 294 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 87 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 88 / 294 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 89 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 90 / 294 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità, grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 91 / 294 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 92 / 294 La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio deve essere adeguatamente segnalata su entrambi i lati e oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione non deve essere segnalata né oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione deve essere sempre colorata di "rosso" 93 / 294 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili) Si, No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 94 / 294 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 ( = 50 mm) o naspi DN 30 ( = 30 mm) idranti a muro di DN 45 ( = 45 mm) o naspi di DN 25 ( = 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45 ( = 45 mm) 95 / 294 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 96 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si, No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 97 / 294 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 98 / 294 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 99 / 294 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 100 / 294 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 101 / 294 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 102 / 294 Con il termine "segnaletica di sicurezza" intendiamo una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 103 / 294 La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di attivare le misure protettive (es. impianti automatici estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, …); attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, …) progettate e programmate in relazione all'incendio rivelato ed all'ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all'intera attività sorvegliata Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti 104 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio 105 / 294 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 106 / 294 Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità 107 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 108 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 109 / 294 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) 110 / 294 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma 111 / 294 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere …) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 112 / 294 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai 113 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 114 / 294 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco No, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi Si, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi No, le misure finalizzate all'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non si progettano con l'applicazione del "Codice" ma concordandole con il locale Comando VVF 115 / 294 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 116 / 294 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 117 / 294 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 118 / 294 La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di: agevolare l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività agevolare l'efficace azione delle "addetti alla gestione dell'emergenza" aziendali in tutte le attività Agevolare l'efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività 119 / 294 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 120 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "idrante" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 121 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 122 / 294 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 123 / 294 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 124 / 294 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 125 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 126 / 294 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 127 / 294 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 128 / 294 Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione Si, sempre con idonea illuminazione "segnapasso" dei gradini No, mai No, solo nei luoghi con affollamento superiore a 1000 persone 129 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri No, le lunghezze devono essere limitate solo in presenza di elevati affollamenti No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 130 / 294 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività Si, No, e sufficiente che il datore di lavoro identifichi le vie di esodo con idonea segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che il datore di lavoro indichi le vie di esodo nelle planimetrie apposte nell'attività 131 / 294 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 132 / 294 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 133 / 294 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 134 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 135 / 294 Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015) No, mai Si, a condizione che l'attività non preveda la presenza di occupanti, ad esclusione di quella occasionale e di breve durata di personale addetto Si, sempre 136 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 137 / 294 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituiti dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 138 / 294 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 139 / 294 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici, 140 / 294 Un impianto automatico a diluvio serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 141 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 142 / 294 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 143 / 294 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 144 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 145 / 294 Il "limite superiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 146 / 294 Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa della riduzione del tasso di azoto nell'aria della riduzione del tasso di ossigeno nell'aria della presenza di idrogeno nell'aria. 147 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 148 / 294 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 149 / 294 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 150 / 294 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C 151 / 294 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 152 / 294 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) Si No, solo attraverso sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) No, solo attraverso specifici sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 153 / 294 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti 154 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 155 / 294 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 156 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 157 / 294 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) 158 / 294 Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti Si, devono essere dotate di dispositivi di apertura a semplice spinta secondo specifiche normative, al fine di consentire l'affidabile, immediata e semplice apertura delle porte No, è sufficiente che siano solo identificabili con specifica segnaletica No, è sufficiente che siano dotate di una maniglia funzionante 159 / 294 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio", che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 160 / 294 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 161 / 294 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 162 / 294 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 163 / 294 La pulizia dei luoghi ed il mantenimento dell'ordine sono Misure preventive, in quanto concorrono alla riduzione della probabilità di innesco di incendi e alla velocità di crescita dei focolari Misure protettive, in quanto concorrono alla riduzione dei possibili danni conseguenti l'incendio Misure gestionali che non concorrono alla riduzione dei rischi di incendio 164 / 294 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 165 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 166 / 294 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 167 / 294 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 168 / 294 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 169 / 294 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 170 / 294 Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi: Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F Si, in tre classi: A, B e C No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5 171 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 172 / 294 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 173 / 294 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio 174 / 294 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 175 / 294 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 176 / 294 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si, No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 177 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 178 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie 179 / 294 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 180 / 294 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 181 / 294 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% 182 / 294 Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 183 / 294 Le schiume sono agenti estinguenti costituiti da una miscela di acqua, liquido schiumogeno e aria (o altro gas inerte) costituiti da sostanze liquide che vengono sversate direttamente sul materiale in combustione Costituiti da sostanze liquide che quando vengono utilizzate si trasformano in gas inerti 184 / 294 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 185 / 294 In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a la metà di quella della struttura attraversata il doppio di quella della struttura attraversata uguale a quella della struttura attraversata 186 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 187 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 188 / 294 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia 189 / 294 Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 190 / 294 Con "carico di incendio" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 191 / 294 La misura "Controllo dell'incendio" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per fronteggiare gli eventuali incendi creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio attivare le misure protettive e gestionali presenti presso l'attività lavorativa 192 / 294 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 193 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo 194 / 294 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 ( = 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri 195 / 294 Le misure di protezione passiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 196 / 294 La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, … ) è intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in secondi, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in ore, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco 197 / 294 Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 198 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala l'esposizione ad un rischio elettrico E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente 199 / 294 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 200 / 294 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 201 / 294 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 202 / 294 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 203 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono Segnali per le attrezzature antincendio Segnali di divieto segnali di salvataggio 204 / 294 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone 205 / 294 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego 206 / 294 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono dare l'allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti dare l'allarme in qualunque modo per avvisare tutti dare l'allarme al Datore di Lavoro che deciderà cosa fare 207 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell'autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e operare contro l'incendio No, l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 208 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 209 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 210 / 294 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 211 / 294 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 212 / 294 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 213 / 294 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 214 / 294 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 215 / 294 Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio Si, No, sono generalmente molto efficaci su incendi di liquidi e gas infiammabili o, non essendo conduttrici, incendi che coinvolgono apparecchiature ed impianti elettrici sotto tensione No, sono generalmente molto efficaci solo su incendi di materiali organici 216 / 294 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 217 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di prescrizione intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 218 / 294 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 219 / 294 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 220 / 294 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 221 / 294 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall'ostruzione accidentale durante l'esercizio dell'attività Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell'attività No, perché in caso di emergenza l'ostruzione può essere sempre eliminata No, perché la realizzazione delle aperture di smaltimento dei fumi e calore di emergenza sono una misura consigliata ma non necessaria ai fini della sicurezza antincendio di un'attività 222 / 294 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto 223 / 294 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 224 / 294 Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 225 / 294 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 226 / 294 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto 227 / 294 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 228 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 229 / 294 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività, separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 230 / 294 La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone Rappresenta la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, riferita al tempo t in secondi impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW È la velocità di combustione del materiale mc [kgs] La velocità di crescita dell'incendio non è un fattore importante per la valutazione del rischio al quale sono esposte le persone 231 / 294 Il "limite inferiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 232 / 294 La reazione al fuoco rappresenta il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, …) e non strutturali (es. porte, divisori, …). 233 / 294 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza Si, e si attua, ad esempio, mediante l'ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l'incendio No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e controllare o arrestare gli impianti dell'attività No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 234 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l' "esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 235 / 294 La Resistenza al fuoco rappresenta la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). 236 / 294 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 237 / 294 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 238 / 294 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro 239 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 240 / 294 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 241 / 294 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 242 / 294 I combustibili gassosi possono essere conservati: in due modalità diverse (compressi o liquefatti) a seconda delle loro caratteristiche fisiche ed in particolare della temperatura critica in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica Solo liquefatti 243 / 294 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esisitono 244 / 294 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 245 / 294 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 246 / 294 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 247 / 294 La misura antincendio "reazione al fuoco" È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell'incendio, con l'obiettivo di limitare la propagazione dell'incendio È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. 248 / 294 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 249 / 294 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 250 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 251 / 294 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, eccc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 252 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro temporaneo" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 253 / 294 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo: Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità: spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro No, il progettista può decidere di organizzare l'esodo mediante squadre appositamente dedicate alle persone che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali No, solo se prescritte dai vigili del fuoco 254 / 294 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 255 / 294 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza Si No, solo gestione della sicurezza antincendio in esercizio No, solo gestione della sicurezza antincendio in emergenza 256 / 294 Le classi di reazione al fuoco Sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio Sono determinate dal progettista antincendio Sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione 257 / 294 L'ascensore di soccorso è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 258 / 294 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 259 / 294 I combustibili gassosi sono: quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni alta pressione e di alta temperatura (almeno pressione di 10 bar e temperatura di circa 100°C). I combustibili che, a seguito della reazione di combustione, si trasformano in sostanze gassose quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione atmosferica e temperatura di circa 15°C). 260 / 294 Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all'interno del locale a causa del progressivo diminuire dell'apporto termico del materiale residuo È caratterizzata dall'abbattimento delle temperature a seguito dell'azione estinguente dell'acqua è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 261 / 294 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti la protezione nei confronti di un principio di incendio la protezione manuale o automatica, finalizzata all'inibizione o al controllo dell'incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio 262 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio clamo 263 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 264 / 294 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono Segnali di salvataggio Segnali di prescrizione segnali di divieto 265 / 294 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 266 / 294 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 267 / 294 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 268 / 294 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione No, mai No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi Si 269 / 294 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 270 / 294 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in "estintori portatili" ed "estintori carrellati" No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, ma solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili 271 / 294 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 272 / 294 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 273 / 294 Il controllo e la manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (es: impianti elettrici, adduzione gas, impianti termici, ecc) rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio Il controllo e la manutenzione non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 274 / 294 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 275 / 294 Che cosa si intende per fattore δocc nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato 276 / 294 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 277 / 294 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 278 / 294 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone 279 / 294 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano 280 / 294 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REIEI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 281 / 294 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 282 / 294 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio 283 / 294 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 284 / 294 La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione di sole misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) di sole misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …), di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) 285 / 294 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 286 / 294 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque perso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque perso, anche superiore a 20 kg 287 / 294 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 288 / 294 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 289 / 294 In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità aumenta con l'aumentare della temperatura di infiammabilità Non varia al variare della temperature di infiammabilità 290 / 294 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, …). deve essere selezionata dai Vigili del Fuoco È selezionata dal Datore di Lavoro sulla base della propria esperienza 291 / 294 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 292 / 294 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 293 / 294 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI …) consente di limitare la propagazione dell'incendio 294 / 294 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, …) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% TUTTE LE DOMANDE LIVELLO 3 1 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala un pericolo generico E' un cartello di prescrizione, che prescrive un pericolo generico E' un cartello di divieto, che segnala un divieto generico 2 / 345 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo: Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità: spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro No, il progettista può decidere di organizzare l'esodo mediante squadre appositamente dedicate alle persone che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali No, solo se prescritte dai vigili del fuoco 3 / 345 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 4 / 345 La sorveglianza dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 5 / 345 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 6 / 345 Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi: Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F Si, in tre classi: A, B e C No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5 7 / 345 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 8 / 345 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 9 / 345 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 (= 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri 10 / 345 Il Limite superiore di esplosività è: la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una esplosione la massima concentrazione di combustibile nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione. 11 / 345 La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura Si No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento Si, ma solo su apparecchiature sotto tensione 12 / 345 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 13 / 345 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 14 / 345 La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone Rappresenta la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, riferita al tempo t in secondi impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW È la velocità di combustione del materiale mc [kg/s] La velocità di crescita dell'incendio non è un fattore importante per la valutazione del rischio al quale sono esposte le persone 15 / 345 Il datore di lavoro è responsabile dell'effettuazione di controlli e manutenzione sui presidi antincendio al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento No, la responsabilità è della ditta incaricata dell'effettuazione della manutenzione Si, l'attività di controllo e manutenzione sui presidi antincendio è obbligatoria al fine di garantire la costante efficienza ed il regolare funzionamento No, l'attività di controllo e manutenzione dei presidi antincendio non è obbligatoria 16 / 345 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente 17 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ...) 18 / 345 Un'esplosione è chiamata deflagrazione quando: L'esplosione è prodotta da sostanze esplosive la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell'ordine del chilometro al secondo) 19 / 345 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 20 / 345 Le schiume sono agenti estinguenti costituiti da una miscela di acqua, liquido schiumogeno e aria (o altro gas inerte) costituiti da sostanze liquide che vengono sversate direttamente sul materiale in combustione Costituiti da sostanze liquide che quando vengono utilizzate si trasformano in gas inerti 21 / 345 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 22 / 345 La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio deve essere adeguatamente segnalata su entrambi i lati e oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione non deve essere segnalata né oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione deve essere sempre colorata di "rosso" 23 / 345 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 24 / 345 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 25 / 345 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 26 / 345 Il controllo e la manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (es: impianti elettrici, adduzione gas, impianti termici, ecc) rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio Il controllo e la manutenzione non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 27 / 345 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 28 / 345 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 29 / 345 Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 30 / 345 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperture ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...) 31 / 345 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai 32 / 345 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 33 / 345 Che cosa si intende per fattore occ nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato 34 / 345 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, ...) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 35 / 345 Dire che una sostanza ha un'alta capacità termica significa che assorbe molta energia nei passaggi di stato che assorbe poca energia nei passaggi di stato che riesce ad assorbire tanto calore innalzando di poco la propria temperatura 36 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 37 / 345 A quale metodo di conservazione dei gas ci si riferisce quando si parla di "grado di riempimento"? gas liquefatti gas disciolti gas refrigerati 38 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro temporaneo" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ...) 39 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 40 / 345 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 41 / 345 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 (= 50 mm) o naspi DN 30 (= 30 mm) idranti a muro di DN 45 (= 45 mm) o naspi di DN 25 (= 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45 (= 45 mm) 42 / 345 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 43 / 345 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 44 / 345 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 45 / 345 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 46 / 345 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REI/EI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 47 / 345 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 48 / 345 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 49 / 345 Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 50 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano 51 / 345 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 52 / 345 La misura antincendio "reazione al fuoco" È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell'incendio, con l'obiettivo di limitare la propagazione dell'incendio È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. 53 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 54 / 345 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 55 / 345 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 56 / 345 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 57 / 345 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 58 / 345 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C 59 / 345 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 60 / 345 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 61 / 345 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 62 / 345 Nella convezione termica, la propagazione del calore, è associata al trasporto di materia? si no solo nei gas 63 / 345 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 64 / 345 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 65 / 345 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti 66 / 345 Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 67 / 345 Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più elevato? Acqua Aria Alluminio 68 / 345 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono dare l'allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti dare l'allarme in qualunque modo per avvisare tutti dare l'allarme al Datore di Lavoro che deciderà cosa fare 69 / 345 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 70 / 345 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza Si No, solo gestione della sicurezza antincendio in esercizio No, solo gestione della sicurezza antincendio in emergenza 71 / 345 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 72 / 345 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 73 / 345 Con "sorveglianza" dei presidi antincendio intendiamo un'operazione o un intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio un'operazione o un intervento finalizzato a garantire la corretta progettazione e installazione dei presidi antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti 74 / 345 I tubi di mandata delle reti idranti possono avere diametro da 45 e 70 mm solo da 45 mm solo da 70 mm 75 / 345 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 76 / 345 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 77 / 345 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 78 / 345 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 79 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo Un qualunque percorso, a prescindere dalla geometria, che adduce dall'interno dell'edificio all'esterno Un percorso a prova di fumo rispetto al compartimento servito, che adduce dall'interno all'esterno Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 80 / 345 Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per: raffreddamento soffocamento inibizione chimica 81 / 345 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 82 / 345 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 83 / 345 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 84 / 345 Gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie sono classificati come DPI di I categoria II categoria III categoria 85 / 345 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 86 / 345 Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti Si, devono essere facilmente identificabili ed apribili da parte di tutti gli occupanti e l'apertura delle porte non deve ostacolare il deflusso degli occupanti lungo le vie d'esodo No, è sufficiente che siano solo identificabili No, è sufficiente che siano apribili da parte di tutti gli occupanti 87 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 88 / 345 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 89 / 345 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 90 / 345 L'eventuale presenza di "aree a rischio specifico" deve essere individuata dal progettista della sicurezza antincendio sulla base delle regole tecniche di prevenzione incendi, della valutazione del rischio incendio e di alcuni criteri definiti dalle regole di progettazione generale della sicurezza antincendio È individuata dal datore di lavoro, sulla base della sua esperienza E' individuata dal progettista della sicurezza antincendio solo sulla base della propria esperienza 91 / 345 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 92 / 345 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 93 / 345 Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa della riduzione del tasso di azoto nell'aria della riduzione del tasso di ossigeno nell'aria della presenza di idrogeno nell'aria. 94 / 345 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 95 / 345 L'esplosione è: una lacerazione improvvisa e fragorosa di un corpo solido e cavo per l'azione di un'eccessiva pressione dall'interno che ne vince la forza di coesione un rumore secco e improvviso il risultato di una rapida espansione di gas determinata da una reazione di combustione molto veloce. 96 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono Segnali per le attrezzature antincendio Segnali di divieto segnali di salvataggio 97 / 345 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 98 / 345 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, ...) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, ...) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, ...) 99 / 345 Per "aree a rischio specifico" si intende: ambiti dell'attività caratterizzati da rischio di incendio sostanzialmente differente rispetto a quello tipico dell'attività I locali dove sono installati gli impianti tecnologici e di servizio Unicamente i luoghi dove possono formarsi atmosfere esplosive 100 / 345 Cosa sono i sistemi ad acqua nebulizzata "water mist"? sono particolari sistemi di spegnimento ad acqua refrigerata sono particolari sistemi di spegnimento caratterizzati dall'utilizzo di elevate quantità di acqua sono particolari sistemi ad acqua ad alto potere di spegnimento, operanti a pressioni comprese tra gli 80 e 140 bar, in grado di produrre una nebbia composta da particelle finissime 101 / 345 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali 102 / 345 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 103 / 345 I sistemi di spegnimento a deplezione sono sistemi di spegnimento basati sulla riduzione continuativa della concentrazione dell'ossigeno presente negli ambienti da proteggere, impedendo il sostentamento della combustione per insufficienza di comburente sistemi di spegnimento basati sull'aumento progressivo della concentrazione di estinguente di tipo gassoso all'interno dell'ambiente da proteggere sistemi di spegnimento non ancora utilizzati in Italia 104 / 345 La reazione al fuoco rappresenta il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, ...) e non strutturali (es. porte, divisori, ...). 105 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 106 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "idrante" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 107 / 345 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 108 / 345 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili) Si No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 109 / 345 Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 110 / 345 Un impianto automatico a diluvio serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 111 / 345 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 112 / 345 I metalli, in genere, hanno calori specifici piuttosto bassi. Questo significa che sono buoni isolanti termici sono dei buoni conduttori di corrente elettrica con poca energia è possibile ottenere un considerevole aumento della temperatura 113 / 345 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio calmo 114 / 345 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 115 / 345 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 116 / 345 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 117 / 345 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio svolgono un ruolo fondamentale assicurando e sovraintendendo il corretto svolgimento delle procedure di evacuazione Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché le procedure di evacuazione sono già a conoscenza di tutti i lavoratori Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché il loro compito è solo chiamare i soccorsi esterni e tentare di spegnere l'incendio 118 / 345 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 119 / 345 Le classi di reazione al fuoco Sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio Sono determinate dal progettista antincendio Sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione 120 / 345 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività: E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 121 / 345 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 122 / 345 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti la protezione nei confronti di un principio di incendio la protezione manuale o automatica, finalizzata all'inibizione o al controllo dell'incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio 123 / 345 La Resistenza al fuoco rappresenta la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). 124 / 345 Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per le polveri? 3 (zona 0, zona 1, zona 2) 2 (zona 10, zona 20) 3 (zona 20, zona 21, zona 22) 125 / 345 In base alla tipologia di inquinante i respiratori a filtro si dividono in antipolvere, antigas, antiaerosol, combinati antipolvere, antigas, combinati antipolvere e antigas 126 / 345 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 127 / 345 Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015) No, mai Si, a condizione che l'attività non preveda la presenza di occupanti, ad esclusione di quella occasionale e di breve durata di personale addetto Si, sempre 128 / 345 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 129 / 345 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 130 / 345 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione 131 / 345 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 132 / 345 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia 133 / 345 L'impianto sprinkler a "umido" significa che le tubazioni dell'impianto sono costantemente riempite con acqua in pressione le tubazioni vengono irrorate di acqua appena la valvola di allarme entra in funzione le tubazioni vengono riscaldate per evitare che l'acqua al suo interno geli nella stagione invernale 134 / 345 Per capacità termica di una sostanza si intende la quantità di calore che occorre fornire al materiale per aumentarne la sua temperatura di un grado centigrado la capacità del materiale di condurre calore la capacità del materiale di resistere al calore 135 / 345 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 136 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "naspo" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 137 / 345 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 138 / 345 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti 139 / 345 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...) Si No, solo attraverso sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) No, solo attraverso specifici sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 140 / 345 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 141 / 345 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, ...) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, ...) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) 142 / 345 La CO2 (anidride carbonica), in genere, viene conservata compressa refrigerata disciolta 143 / 345 Le misure di protezione passiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 144 / 345 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio è garantito da una buona progettazione e una corretta installazione Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio No, il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio non rientrano fra le attività di gestione della sicurezza antincendio 145 / 345 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 146 / 345 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno 147 / 345 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti 148 / 345 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 149 / 345 la potenza termica è la quantità di calore che una sorgente d'ignizione è in grado di assorbire la quantità di calore che un combustibile è in grado di trasferire la quantità di calore per unità di tempo che una sorgente d'ignizione è in grado di trasferire 150 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di divieto, che segnala il divieto di usare fiamme libere E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare fiamme libere E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare fiamme libere 151 / 345 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 152 / 345 Gli impianti di processo che comportano un rischio di incendio, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 153 / 345 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 154 / 345 La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di: agevolare l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività agevolare l'efficace azione delle "addetti alla gestione dell'emergenza" aziendali in tutte le attività Agevolare l'efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività 155 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per gli le mani E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di usare i guanti protettivi E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di guanti protettivi 156 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili 157 / 345 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg 158 / 345 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 159 / 345 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 160 / 345 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 161 / 345 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell'autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e operare contro l'incendio No, l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 162 / 345 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego 163 / 345 Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria-combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 164 / 345 Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più basso? Benzina Piombo Petrolio 165 / 345 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 166 / 345 Il GPL (miscela di gas principalmente butano e propano), in genere, viene conservato liquefatto compresso disciolto 167 / 345 La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio 168 / 345 Con il termine "manutenzione" dei presidi antincendio intendiamo un'operazione o un intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio un'operazione o un intervento finalizzato a garantire la corretta progettazione e installazione dei presidi antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti 169 / 345 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 170 / 345 Il "limite inferiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 171 / 345 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 172 / 345 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto 173 / 345 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio 174 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 175 / 345 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esistono 176 / 345 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 177 / 345 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio 178 / 345 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 179 / 345 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 180 / 345 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in "estintori portatili" ed "estintori carrellati" No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, ma solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili 181 / 345 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 182 / 345 Le sostanze in grado di produrre esplosioni sono Solo le miscele infiammabili di gas o vapori Tutte le sostanze indicate negli altri due punti Solo le polveri combustibili sospese in aria 183 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 184 / 345 In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità aumenta con l'aumentare della temperatura di infiammabilità Non varia al variare della temperature di infiammabilità 185 / 345 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI ...) consente di limitare la propagazione dell'incendio 186 / 345 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 187 / 345 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio No, se nell'attività è presente la rete idranti non è necessario installare anche gli estintori No, se nell'attività è presente un sistema sprinkler non è necessario installare anche gli estintori 188 / 345 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 189 / 345 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 190 / 345 Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione Si, sempre con idonea illuminazione "segnapasso" dei gradini No, mai No, solo nei luoghi con affollamento superiore a 1000 persone 191 / 345 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A - 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 192 / 345 Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all'interno del locale a causa del progressivo diminuire dell'apporto termico del materiale residuo È caratterizzata dall'abbattimento delle temperature a seguito dell'azione estinguente dell'acqua è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 193 / 345 Con il termine "rischio di incendio" intendiamo la probabilità che l'evento incendio si verifichi (frequenza) e l'entità dei danni sulle persone e i beni presenti negli ambienti considerati conseguenti al verificarsi dell'evento (magnitudo) La proprietà o la qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure metodologie e pratiche del lavoro o di utilizzo di un ambiente, potenzialmente capaci di causare un incendio Nessuna delle definizioni riportate negli altri punti 194 / 345 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 195 / 345 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 196 / 345 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 197 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 198 / 345 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 199 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie 200 / 345 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, ecc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 201 / 345 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 202 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono Segnali di salvataggio Segnali di prescrizione segnali di divieto 203 / 345 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler ...) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler ...) 204 / 345 Il Limite inferiore di esplosività è: la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una esplosione la massima concentrazione di combustibile nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione. 205 / 345 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza Si, e si attua, ad esempio, mediante l'ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l'incendio No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e controllare o arrestare gli impianti dell'attività No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 206 / 345 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 207 / 345 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 208 / 345 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 209 / 345 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 210 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di prescrizione intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 211 / 345 Ai sensi del DLgs 81/2008, il seguente segnale [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un segnale di avvertimento per indicare le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive È un segnale di pericolo per indicare aree dove possono formarsi atmosfere esplosive Non esiste 212 / 345 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità, grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 213 / 345 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro 214 / 345 La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione di sole misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte ...) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, ...) di sole misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte ...), di protezione (es: installazione estintori, idranti, ...) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) 215 / 345 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 216 / 345 Il tecnico manutentore qualificato è Una qualunque persona che ha esperienza nel campo della manutenzione È un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, ecc) Una persona fisica in possesso dei requisiti tecnico professionali previsti dal D.M 1 settembre 2021 (conoscenza, competenza, abilità) 217 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala l'esposizione ad un rischio elettrico E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente 218 / 345 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituiti dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 219 / 345 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 220 / 345 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 221 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 222 / 345 La misura "Controllo dell'incendio" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per fronteggiare gli eventuali incendi creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio attivare le misure protettive e gestionali presenti presso l'attività lavorativa 223 / 345 Il Watt è è l'unità di misura della forza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra velocità e tempo 224 / 345 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall'ostruzione accidentale durante l'esercizio dell'attività Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell'attività No, perché in caso di emergenza l'ostruzione può essere sempre eliminata No, perché la realizzazione delle aperture di smaltimento dei fumi e calore di emergenza sono una misura consigliata ma non necessaria ai fini della sicurezza antincendio di un'attività 225 / 345 La manutenzione sui presidi antincendio, al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento, deve essere effettuata da personale qualificato No, la manutenzione dei presidi antincendio può essere effettuata da qualunque operatore che si dichiara idoneo ed esperto Si, il DM 1/09/2021 introduce la figura del manutentore dei presidi antincendio al fine di garantirne la piena efficienza No, l'attività di manutenzione dei presidi antincendio non è necessaria per mantenere in efficienza i presidi antincendio 226 / 345 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 227 / 345 I presidi antincendio devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali presidi, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento Per i presidi antincendio non è necessaria effettuare la manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 228 / 345 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio (definizione) una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 229 / 345 Tutti gli oggetti emettono radiazioni elettromagnetiche? no si dipende 230 / 345 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 231 / 345 L'ascensore di soccorso è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 232 / 345 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 233 / 345 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 234 / 345 L'impianto sprinkler a "secco", in genere, viene preferito a quello "a umido" Quando sussiste il rischio di danneggiare le tubazioni a causa dell'elevata pressione dell'acqua Quando c'è il rischio che l'acqua all'interno della tubazione solidifichi a causa di eventuali temperature troppo rigide Se nel sistema di spegnimento non viene prevista una vasca di accumulo 235 / 345 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco No, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi Si, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi No, le misure finalizzate all'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non si progettano con l'applicazione del "Codice" ma concordandole con il locale Comando VVF 236 / 345 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 237 / 345 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 238 / 345 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 239 / 345 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 240 / 345 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 241 / 345 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività Si No, e sufficiente che il datore di lavoro identifichi le vie di esodo con idonea segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che il datore di lavoro indichi le vie di esodo nelle planimetrie apposte nell'attività 242 / 345 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti 243 / 345 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 244 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 245 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 246 / 345 I combustibili gassosi possono essere conservati: in due modalità diverse (compressi o liquefatti) a seconda delle loro caratteristiche fisiche ed in particolare della temperatura critica in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica Solo liquefatti 247 / 345 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'incendio, che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 248 / 345 I meccanismi con cui una sorgente d'ignizione può scambiare calore con un combustibile sono conduzione, convezione e irraggiamento. solo irraggiamento solo convezione 249 / 345 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone 250 / 345 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 251 / 345 Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per gas, vapori e nebbie? 3 (zona 0, zona 1, zona 2) 2 (zona 1, zona 2) 3 (zona 20, zona 21, zona 22) 252 / 345 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 253 / 345 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 254 / 345 Con "carico di incendio" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 255 / 345 L'irraggiamento o radiazione termica è il trasferimento di calore tra due corpi (dal più caldo al più freddo) che sono a contatto tra loro la capacità di un corpo di assorbire radiazioni elettromagnetiche la radiazione elettromagnetica emessa dalla superficie di un corpo che si trova ad una certa temperatura 256 / 345 La pulizia dei luoghi ed il mantenimento dell'ordine sono Misure preventive, in quanto concorrono alla riduzione della probabilità di innesco di incendi e alla velocità di crescita dei focolari Misure protettive, in quanto concorrono alla riduzione dei possibili danni conseguenti l'incendio Misure gestionali che non concorrono alla riduzione dei rischi di incendio 257 / 345 Il campo di esplosività rappresenta: l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una reazione di combustione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela "aria-combustibile" se innescata da origine ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine solo ad una detonazione 258 / 345 La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, ...) è intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in secondi, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in ore, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco 259 / 345 L'acetilene è un tipo di gas che, in genere, viene conservato liquefatto compresso disciolto 260 / 345 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, ...). deve essere selezionata dai Vigili del Fuoco È selezionata dal Datore di Lavoro sulla base della propria esperienza 261 / 345 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 262 / 345 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 263 / 345 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 264 / 345 Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio Si No, sono generalmente molto efficaci su incendi di liquidi e gas infiammabili o, non essendo conduttrici, incendi che coinvolgono apparecchiature ed impianti elettrici sotto tensione No, sono generalmente molto efficaci solo su incendi di materiali organici 265 / 345 Il controllo periodico è L'insieme delle operazioni che devono essere effettuate quando si verifica un guasto ad un dispositivo di sicurezza antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti L'insieme di operazioni che devono essere effettuate con frequenza non superiore a quella indicata da disposizioni, norme, specifiche tecniche o manuali d'uso e manutenzione per verificare la completa e corretta funzionalità di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio 266 / 345 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 267 / 345 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l'incarico di addetti antincendio No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000 268 / 345 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 269 / 345 Il controllo periodico dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 270 / 345 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 271 / 345 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 272 / 345 Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 273 / 345 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 274 / 345 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 275 / 345 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 276 / 345 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 277 / 345 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque peso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque peso, anche superiore a 20 kg 278 / 345 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 279 / 345 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici 280 / 345 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone 281 / 345 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 282 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 283 / 345 Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 284 / 345 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 285 / 345 Per conduzione termica si intende la trasmissione di calore all'interno di un fluido tramite il trasporto di materia il trasferimento di calore tra due corpi (dal più caldo al più freddo) che non sono a contatto tra loro la trasmissione di calore che avviene in un mezzo solido, liquido o aeriforme dalle zone a temperatura maggiore verso quelle con temperatura minore, all'interno di un corpo solo o tra due corpi tra loro a contatto 286 / 345 Un'esplosione è chiamata detonazione quando: L'esplosione è prodotta da sostanze esplosive la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell'ordine del chilometro al secondo) 287 / 345 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma 288 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 289 / 345 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 290 / 345 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 291 / 345 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 292 / 345 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% 293 / 345 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ...). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 294 / 345 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 295 / 345 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 296 / 345 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 297 / 345 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 298 / 345 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere ...) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 299 / 345 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (occ) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio Solo dalla velocità di crescita dell'incendio Solo dalle caratteristiche degli occupanti (occ) 300 / 345 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 301 / 345 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 302 / 345 Le atmosfere esplosive sono miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta 303 / 345 Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti Si, devono essere dotate di dispositivi di apertura a semplice spinta secondo specifiche normative, al fine di consentire l'affidabile, immediata e semplice apertura delle porte No, è sufficiente che siano solo identificabili con specifica segnaletica No, è sufficiente che siano dotate di una maniglia funzionante 304 / 345 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio 305 / 345 Le misure di protezione sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, ...) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, ...) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, ...) 306 / 345 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego 307 / 345 Il "limite superiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 308 / 345 La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di attivare le misure protettive (es. impianti automatici estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, ...); attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) progettate e programmate in relazione all'incendio rivelato ed all'ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all'intera attività sorvegliata Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti 309 / 345 Il calore specifico è l'energia necessaria per permettere il passaggio di stato dell'acqua dallo stato liquido a vapore la quantità di calore necessaria per innalzare di 1°C, la temperatura dell'unità di massa (1kg) la quantità di calore necessaria a portare la temperatura di un grammo d'acqua distillata da 14,5 °C a 15,5 °C, alla pressione atmosferica normale 310 / 345 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 311 / 345 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ...). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 312 / 345 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio 313 / 345 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 314 / 345 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg 315 / 345 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 316 / 345 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 317 / 345 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo 318 / 345 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chimica 319 / 345 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione No, mai No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi Si 320 / 345 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 321 / 345 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 322 / 345 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività, separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 323 / 345 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 324 / 345 I combustibili gassosi sono: quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni alta pressione e di alta temperatura (almeno pressione di 10 bar e temperatura di circa 100°C). I combustibili che, a seguito della reazione di combustione, si trasformano in sostanze gassose quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione atmosferica e temperatura di circa 15°C). 325 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 326 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 327 / 345 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 328 / 345 Il calore È la causa principale della propagazione degli incendi esprime la quantità massima di energia che si può ricavare dalla combustione completa di 1 kg di sostanza combustibile (o da 1 m3 di gas) a 0 °C e 1 atm Esprime la massima temperatura che potrebbe essere raggiunta teoricamente nel corso di una combustione se tutto il calore sviluppato fosse speso unicamente per riscaldare i prodotti della combustione stessa 329 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio 330 / 345 Nel caso di un archivio cartaceo, quale tra i seguenti metodi di spegnimento è quello più indicato? impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo gassoso impianto automatico di controllo o estinzione di tipo "water mist" impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo a polvere 331 / 345 Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità 332 / 345 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 333 / 345 In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a la metà di quella della struttura attraversata il doppio di quella della struttura attraversata uguale a quella della struttura attraversata 334 / 345 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 335 / 345 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto 336 / 345 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 (= 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 337 / 345 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 338 / 345 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri No, le lunghezze devono essere limitate solo in presenza di elevati affollamenti No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 339 / 345 La severità dell'incendio dipende Dalla quantità e dalla tipologia dei materiali combustibili e dalla loro distribuzione Dalle caratteristiche di ventilazione e dalla geometria degli ambienti interessati dall'incendio Da tutti i fattori elencati negli altri due punti 340 / 345 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 341 / 345 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 342 / 345 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di un "estintore" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di estintori sull'incendio 343 / 345 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 344 / 345 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 345 / 345 Gli impianti di trasporto e utilizzo di sostanze liquide e gassose infiammabili, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% 15 RANDOM LIVELLO 3 1 / 15 Nella convezione termica, la propagazione del calore, è associata al trasporto di materia? si no solo nei gas 2 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo [cartello illustrato nel quiz — vedi PDF originale] Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 3 / 15 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 4 / 15 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere ...) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 5 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 6 / 15 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 7 / 15 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 8 / 15 Il calore È la causa principale della propagazione degli incendi esprime la quantità massima di energia che si può ricavare dalla combustione completa di 1 kg di sostanza combustibile (o da 1 m3 di gas) a 0 °C e 1 atm Esprime la massima temperatura che potrebbe essere raggiunta teoricamente nel corso di una combustione se tutto il calore sviluppato fosse speso unicamente per riscaldare i prodotti della combustione stessa 9 / 15 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 10 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 11 / 15 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 12 / 15 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici 13 / 15 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REI/EI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 14 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 15 / 15 La manutenzione sui presidi antincendio, al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento, deve essere effettuata da personale qualificato No, la manutenzione dei presidi antincendio può essere effettuata da qualunque operatore che si dichiara idoneo ed esperto Si, il DM 1/09/2021 introduce la figura del manutentore dei presidi antincendio al fine di garantirne la piena efficienza No, l'attività di manutenzione dei presidi antincendio non è necessaria per mantenere in efficienza i presidi antincendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% 15 RANDOM LIVELLO 2 1 / 15 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 2 / 15 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 3 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 4 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 5 / 15 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque perso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque perso, anche superiore a 20 kg 6 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 7 / 15 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 8 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 9 / 15 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio 10 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego 11 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 12 / 15 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, …) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 13 / 15 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 14 / 15 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 15 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% MODELLO argomento Devi aggiungere le domande Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - 01 Combustione: principi e triangolo del fuoco 1 / 11 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 2 / 11 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 3 / 11 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 4 / 11 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 5 / 11 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 6 / 11 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 7 / 11 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 8 / 11 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 9 / 11 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 10 / 11 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 11 / 11 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0%